Boccale da birra tedesco antico da caccia - DP0001

Un boccale in ceramica rivestita in metallo con coperchio in peltro, marchiato “Patent 1230”, databile tra fine Ottocento e inizio Novecento. Il primo boccale della mia collezione



Ogni collezione ha un numero uno. Non necessariamente il pezzo più raro, il più prezioso o il più antico, ma quello che, per qualche ragione, accende la curiosità e fa nascere il desiderio di cercarne un secondo, poi un terzo, e infine di accorgersi che quella curiosità è diventata una collezione. Per me tutto è cominciato con questo boccale. È stato il primo e, proprio per questo, apre il catalogo di Dottor Pasqui con il numero DP-0001.

È un boccale importante nelle dimensioni e nell'aspetto: misura 17,5 centimetri fino all'orlo, raggiunge i 23,5 con il coperchio e poggia su una base di circa 10,5 centimetri di diametro. A prima vista, però, sono soprattutto il colore scuro del metallo, la patina del tempo e la fitta decorazione a rilievo a catturare l'attenzione. È uno di quegli oggetti che chiedono di essere girati tra le mani, perché non possiedono un vero fronte: la storia continua tutt'intorno al corpo e cambia a ogni rotazione.

Il recipiente vero e proprio è in ceramica, come rivela immediatamente l'interno chiaro. All'esterno, invece, è racchiuso da un rivestimento metallico dall'aspetto ramato, lavorato in modo da trasformare la superficie in un paesaggio. Qua e là, soprattutto nelle giunture e nei punti più riparati, affiorano tracce di ossidazione verde. È un indizio compatibile con la presenza di rame o di una lega contenente rame, anche se senza un'analisi del metallo preferisco considerarlo, appunto, un indizio e non una certezza. Proprio questa superficie, scurita e irregolare, rende oggi il rilievo particolarmente suggestivo: la luce si ferma sulle parti sporgenti, mentre le zone più profonde rimangono in ombra, dando al bosco una profondità quasi teatrale.

Ed è proprio un bosco quello che avvolge il boccale. La decorazione non sembra pensata come una successione di figure isolate, ma come un'unica giornata di caccia raccontata per immagini. Su un lato un cacciatore è appostato, seduto e in attesa. Accanto a lui c'è il segugio, mentre il fucile è pronto per essere usato. È una scena sospesa, silenziosa: l'uomo non sta sparando, sta aspettando. Il bosco intorno sembra partecipare alla stessa immobilità.

Continuando a ruotare il boccale, il racconto passa dall'uomo alla selvaggina. Tra gli alberi compaiono tre cervi, protagonisti della scena centrale. Sono immersi nella vegetazione e circondati da tronchi e rami che riempiono quasi completamente lo spazio disponibile. Non è difficile immaginare che rappresentino proprio ciò che i cacciatori delle altre scene stanno cercando. Il rilievo crea così una piccola narrazione circolare: da una parte l'attesa, al centro la preda, dall'altra la ricerca.

Sul lato successivo incontriamo infatti un secondo cacciatore, molto diverso dal primo. È riconoscibile dalla lunga barba e questa volta non è fermo: sembra avanzare nel bosco alla ricerca della cacciagione, accompagnato da due segugi. Se il primo cacciatore rappresenta l'appostamento, questo secondo personaggio suggerisce il movimento, la battuta di caccia e l'inseguimento. Non sappiamo naturalmente se chi ideò il modello volesse davvero costruire una sequenza narrativa così precisa, ma osservando il boccale oggi è difficile non leggerlo come un piccolo racconto che si sviluppa tutt'intorno alla superficie.

Anche le fasce ornamentali che incorniciano queste scene sembrano appartenere allo stesso mondo. Alla base compaiono ghiande e foglie di quercia, motivi profondamente legati all'immaginario del bosco e della caccia nell'area germanica. Non sono quindi semplicemente un riempitivo decorativo: accompagnano idealmente cervi, cacciatori e cani e chiudono il paesaggio come una cornice vegetale.

Più in alto la decorazione cambia. Il grande coperchio in peltro, collegato all'ansa mediante la cerniera e la tradizionale leva azionata con il pollice, è costruito su più livelli e culmina in un pomolo. Sulla sua superficie riconosco motivi vegetali che richiamano foglie di luppolo. È un particolare che mi piace particolarmente: dal bosco e dalle foglie di quercia del corpo si arriva così, salendo verso il coperchio, alla pianta che più di ogni altra rimanda alla birra. La decorazione sembra tenere insieme i due mondi ai quali appartiene l'oggetto: quello della caccia e quello del bere.

Tutto questo porta verso l'area germanica, dove soggetti venatori, cervi, segugi, foreste e scene di caccia ebbero grande fortuna nella decorazione dei boccali. Forma, gusto ornamentale, coperchio in peltro e tecnica costruttiva mi fanno considerare plausibile, almeno allo stato attuale della ricerca, una provenienza tedesca e una datazione tra la fine dell'Ottocento e i primi anni del Novecento. Preferisco però lasciare aperta l'attribuzione: in un oggetto antico una buona ipotesi è molto più utile di una certezza inventata.

C'è infatti ancora un piccolo mistero da risolvere. Sul fondo del rivestimento metallico compare nettamente la parola “Patent” e, poco sotto, il numero “1230”. Potrebbe trattarsi di un riferimento a un brevetto, al modello o alla lavorazione, ma senza aver trovato un riscontro documentale preciso sarebbe azzardato attribuirgli un significato definitivo. Potrebbe però rivelarsi la traccia decisiva per arrivare, un giorno, al produttore o almeno all'impresa che realizzò o brevettò questo particolare rivestimento.

Anche sulla rarità preferisco mantenere la stessa prudenza. I boccali tedeschi decorati con scene venatorie furono prodotti in numerose varianti e il semplice soggetto di caccia non basta a rendere raro un esemplare. In questo caso sono piuttosto la particolare combinazione fra anima in ceramica, rivestimento metallico presumibilmente contenente rame, complessa decorazione figurativa, coperchio in peltro e marchio Patent 1230 a meritare ulteriori ricerche. Finché non sarà possibile identificare manifattura e modello, anche assegnare un valore economico preciso sarebbe poco serio: una cifra apparentemente esatta nasconderebbe in realtà una supposizione.

Del resto, non è il suo valore economico la ragione per cui questo boccale porta il numero uno. Ho scelto di non lucidarlo aggressivamente e di non cancellare ciò che il tempo ha lasciato sulla sua superficie. Le zone scure, le piccole irregolarità e persino quelle tracce verdi nelle giunture fanno ormai parte dell'oggetto quanto i cervi, i cacciatori e le foglie modellate nel metallo. Prima di arrivare nella mia collezione ha avuto una storia che ancora non conosco; da quando è arrivato, ne ha cominciata un'altra.

DP-0001 è stato il mio primo boccale con coperchio. In realtà ne avevo già altri ma simili a tazze. Rovistando in vecchi appunti ho trovato la scheda dell'acquisto risalente al 29 dicembre 2015. In effetti il suo materiale è definito "Steinzeug" (gres ceramico) con rivestimento esterno ramato. Viene circoscritta la provenienza alla Bassa Franconia, il boccale fu fabbricato in Baviera. 

E così, quasi senza saperlo, da un vecchio boccale con un bosco, tre cervi, due cacciatori e i loro segugi, è cominciata la collezione di Dottor Pasqui.


Scheda DP-0001


Numero di collezione: DP-0001

Tipologia: boccale da birra con coperchio

Provenienza: probabilmente Germania

Epoca: circa 1880–1910, datazione provvisoria

Altezza senza coperchio: 17,5 cm

Altezza totale: 23,5 cm

Diametro alla base: 10,5 cm

Corpo: ceramica

Rivestimento esterno: metallo dall'aspetto ramato

Coperchio: peltro

Decorazione: scena venatoria e boschiva a rilievo

Soggetti: cervi, cacciatori, alberi e vegetazione

Marchi: “Patent” e “1230”

Produttore: da identificare

Rarità: da approfondire

Valore: da determinare





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