I “Ratisbona”: tre boccali in gres a rilievo nella Germania dell’Ottocento - DP0018 - DP0019 - DP0020

Tre antichi boccali tedeschi in gres a rilievo, della tipologia tradizionalmente detta “Ratisbona”, databili intorno al 1880, con scene di caccia e paesaggi boschivi


A prima vista sembrano tre varianti dello stesso boccale: gres chiaro, corpo cilindrico, figure in rilievo e un aspetto robusto, quasi severo. Guardandoli meglio, però, ciascuno racconta una storia diversa.
Uno parla di caccia e porta sul coperchio un piccolo paesaggio alpino dipinto. Un altro conduce direttamente nel bosco, fra alberi, animali e cacciatori. Il terzo sviluppa ancora il tema venatorio, ma possiede un coperchio in peltro decisamente particolare, concluso da un poggiadito figurato a forma di cacciatore.
Sono tre esemplari della tipologia che nel collezionismo è stata a lungo chiamata “Regensburg” o “Ratisbona”. È però un nome che oggi richiede una precisazione.

Il termine Regensburg Stein è rimasto molto diffuso tra antiquari e collezionisti, ma gli studi sulla ceramica tedesca hanno dimostrato che la maggior parte di questi boccali non fu prodotta a Ratisbona.
Si tratta soprattutto dei Gepresste-Kännchen, piccoli e medi recipienti in gres con decorazioni ottenute a stampo. La produzione è documentata grosso modo fra 1840 e 1895, con il periodo di maggiore diffusione nella seconda metà dell'Ottocento. Ricerche citate dalla Beer Stein Library hanno ricondotto la maggioranza di questi esemplari alle manifatture del Westerwald, mentre solo una parte venne effettivamente prodotta nell'area di Ratisbona. Sono conosciute più di settanta diverse scene utilizzate per questi boccali.
Perciò continuerò a utilizzare “Ratisbona” perché identifica immediatamente una tipologia ben conosciuta nel collezionismo, ma con una precisazione importante: sarebbe più corretto parlare di boccali a rilievo del Westerwald, tradizionalmente detti Ratisbona.
E i nostri tre esemplari sembrano inserirsi molto bene in questa famiglia.

La caratteristica fondamentale è proprio il rilievo.
Non siamo davanti a scene scolpite a mano una per una. Questi boccali erano prodotti in serie mediante stampi, un procedimento che permetteva di ripetere la medesima decorazione su numerosi esemplari.
Stein Collectors International descrive i tipici Westerwald di questa famiglia come corpi pesanti in gres grigio o bruno chiaro, formati generalmente in uno stampo composto da tre parti, rifiniti con una vetrificazione salina e completati con il manico applicato separatamente. Anche una certa perdita di nitidezza nei rilievi può dipendere dall'usura progressiva degli stampi utilizzati molte volte.
Il gres era particolarmente adatto allo scopo. La cottura ad alta temperatura rendeva il materiale duro, resistente e praticamente impermeabile: caratteristiche perfette per un recipiente destinato a contenere birra e a essere utilizzato ripetutamente. 
Una testimonianza tedesca già del 1867 descrive esplicitamente la produzione di piccoli recipienti pressati in stampi metallici e decorati con immagini in rilievo, citando fra i soggetti Gambrinus, Guglielmo Tell e scene venatorie. 

DP0018 - il mondo del cacciatore
Il primo è probabilmente il più raffinato del gruppo.
Il corpo è in gres chiaro monocromo, con rilievi distribuiti in pannelli verticali. Le scene e gli attributi appartengono chiaramente all'universo della caccia.
In un pannello compare un cacciatore con il lungo fucile appoggiato alla spalla. In un altro troviamo una composizione quasi araldica di attrezzi e trofei venatori, circondata da elementi vegetali, foglie e frutti.
Non sembra il racconto di un episodio storico preciso. È piuttosto una celebrazione del Jäger, il cacciatore, e del suo mondo.
Ed è un tema tutt'altro che casuale. La caccia era uno dei soggetti prediletti dei Gepresste-Kännchen: esistono esemplari comparabili della stessa famiglia, datati intorno al 1880, con scene venatorie a rilievo e coperchi con inserto in porcellana. 

Il coperchio è in peltro o lega di stagno, con bordo decorato e un alto poggiadito traforato a motivo vegetale. Al centro è inserito un medaglione in porcellana policroma.
Vi è raffigurato un paesaggio alpino: una casa bianca, un edificio rurale in legno, tetti rossi, grandi conifere e montagne sullo sfondo.
È quasi una piccola finestra colorata sopra un boccale completamente monocromo.
Non tenterei di identificare il luogo come Tirolo, Baviera o una specifica vallata: non abbiamo elementi sufficienti. È più prudente definirlo un paesaggio alpino idealizzato.
La presenza dell'inserto ceramico nel coperchio è inoltre coerente con la ferramenta ottocentesca: dalla metà del XIX secolo si diffusero coperchi costituiti da un anello di peltro destinato a trattenere un inserto in vetro o ceramica. 

DP0019: una battuta di caccia nel bosco
Il boccale centrale è privo di coperchio e proprio per questo permette di osservare bene la forma originaria del recipiente.
Anche qui troviamo il gres chiaro monocromo e il rilievo ottenuto a stampo, ma la decorazione è più propriamente paesaggistica e narrativa.
Il protagonista è il bosco.
Alberi e conifere scandiscono la scena e fra la vegetazione compaiono animali e figure di cacciatori. In una zona si distingue un animale in corsa o in movimento; più in basso appare una figura umana inserita nel paesaggio.
È quindi un vero e proprio Jagdkrug, un boccale venatorio.
Vicino al bordo superiore si vede inoltre la marcatura: ½ L. con la relativa linea di capacità.
Questo dettaglio è molto importante perché conferma che, nonostante l'elaborata decorazione, non stiamo guardando semplicemente un soprammobile. Era un recipiente funzionale da mezzo litro, destinato realmente alla birra.
L'assenza del coperchio può avere diverse spiegazioni. Potrebbe essere nato senza coperchio oppure averlo perduto nel corso della sua lunga vita. Senza osservare attentamente la zona del manico e verificare eventuali tracce di una vecchia montatura non sceglierei una delle due ipotesi.

DP0020: l'aquila sul coperchio
Il terzo torna alla configurazione completa con coperchio metallico.
Il corpo presenta ancora un paesaggio boschivo a rilievo. Si distinguono alberi, terreno, vegetazione e una figura umana: siamo nuovamente nel mondo della caccia e della vita nel bosco.
Il coperchio in peltro è piuttosto semplice e quasi piatto, con cerchi concentrici sul bordo. Il poggiadito, invece, è completamente figurato, con la raffigurazione di un'aquila. 
Il gesto necessario per aprire il boccale diventava così parte della decorazione: il bevitore appoggiava il pollice sul piccolo personaggio per sollevare il coperchio.
È un particolare che distingue questo esemplare dagli altri due e gli conferisce una personalità decisamente maggiore.
Nella seconda metà dell'Ottocento i produttori tornarono infatti a utilizzare coperchi in peltro più importanti e poggiadito elaborati; la Beer Stein Library colloca proprio fra 1875 e 1895 la diffusione sui boccali in gres di coperchi e poggiadito più ricchi e figurati. 

La famiglia di questi boccali viene generalmente collocata fra circa 1840 e 1895; la produzione riprese con particolare intensità dal 1865 circa e risultava ormai quasi terminata intorno al 1890, anche se alcuni produttori continuarono più a lungo. beerstein.net
Considerando insieme forma, rilievo, gres monocromo, soggetti venatori e tipologia dei coperchi, per questi tre esemplari adotterei: circa 1870–1890, con una probabile collocazione intorno al 1880.
È una datazione sufficientemente precisa per il catalogo senza fingere una certezza che i boccali, allo stato attuale, non ci danno.

Nessuno dei tre presenta, per quanto abbiamo potuto osservare, un marchio di manifattura identificabile.
Ma questo non è insolito per la tipologia. Le principali manifatture del Westerwald non marchiavano sistematicamente ogni esemplare e la Beer Stein Library sottolinea esplicitamente che molti boccali di questo periodo sono privi del marchio del produttore. Fra le fabbriche attive nella produzione di gres figuravano nomi poi divenuti importanti come Reinhold Hanke, Reinhold Merkelbach, Simon Peter Gerz, Merkelbach & Wick e Marzi & Remy. 
Non attribuirei quindi i nostri tre boccali a nessuna di queste aziende senza un confronto preciso con uno stampo o un catalogo storico.

Oggi un boccale di quasi centocinquant'anni può apparire come un oggetto prezioso, ma questi nacquero grazie a un sistema di produzione relativamente economico.
Lo stampo permetteva di realizzare più esemplari con la stessa scena; non era necessario modellare a mano ogni cacciatore, albero o animale. Proprio questa produzione seriale rese possibile ottenere boccali molto decorativi mantenendo costi relativamente contenuti.
Stein Collectors International li descrive infatti come recipienti robusti, prodotti in quantità e generalmente non appartenenti alla fascia più prestigiosa della produzione ceramica. 
Ciò non significa che fossero tutti uguali.
Un coperchio elaborato, un inserto in porcellana, un poggiadito figurato, una scena poco comune o un produttore identificabile potevano trasformare un semplice boccale seriale in un oggetto molto più interessante.
Ed è esattamente ciò che succede nei nostri tre.
Come tipologia, non li definirei rari.
I boccali a rilievo del Westerwald furono prodotti in quantità considerevoli e ne sopravvivono ancora numerosi. Le fonti specialistiche parlano di oltre settanta differenti scene. 

Il secondo, privo di coperchio, rappresenta abbastanza bene il classico boccale a rilievo venatorio.
Il primo diventa più particolare grazie al coperchio con inserto in porcellana policroma e paesaggio alpino.
Il terzo acquista carattere soprattutto grazie al poggiadito figurato a forma di cacciatore.
Quindi parlerei di una tipologia relativamente comune, ma di varianti e accessori che possono essere decisamente meno comuni.
Visti insieme, questi tre “Ratisbona” raccontano molto più di quanto farebbero separatamente.
Raccontano innanzitutto il gusto ottocentesco per una natura idealizzata: boschi, montagne, animali, caccia e vita all'aperto.
Raccontano poi l'industrializzazione della ceramica. Le immagini sembrano appartenere a un mondo romantico e antico, ma il modo in cui furono realizzate è già moderno: stampi, produzione seriale, ripetizione dei modelli.
E infine raccontano la birra.
Perché non dobbiamo dimenticare che questi oggetti, oggi osservati con attenzione in una collezione, erano prima di tutto boccali da usare. Il mezzo litro indicato sul bordo del secondo esemplare ce lo ricorda molto bene.
Il coperchio proteggeva il contenuto e poteva essere aperto con il pollice senza lasciare il manico. Il corpo massiccio in gres sopportava bene l'uso quotidiano. E le scene in rilievo trasformavano un recipiente funzionale in qualcosa che il proprietario poteva scegliere secondo i propri gusti.
Forse è proprio questo il fascino dei tre esemplari: sono prodotti seriali, ma non sono impersonali.
Uno ha conservato sopra di sé un piccolo paesaggio alpino. Uno è rimasto nella sua essenzialità di boccale da mezzo litro. Sul terzo, dopo quasi un secolo e mezzo, un minuscolo cacciatore continua ancora a fare da leva al coperchio.
E tutti e tre conservano, nel loro gres chiaro, un frammento della cultura del bere nella Germania dell'Ottocento.

Schede tecniche
DP0018 – Il boccale del cacciatore con paesaggio alpino
Tipologia: Gepresste-Kännchen, tradizionalmente detto boccale “Regensburg” o “Ratisbona”
Tema: venatorio (Jagdkrug)
Materiale del corpo: gres chiaro ad alta cottura, probabilmente salino
Tecnica: corpo formato a stampo con decorazione figurata in rilievo
Decorazione: cacciatore, attributi e trofei venatori, motivi vegetali e frutti
Coperchio: metallo, probabilmente peltro/lega di stagno
Inserto del coperchio: porcellana policroma con paesaggio alpino, casa rurale, conifere e montagne
Poggiadito: alto, traforato e ornamentale, a motivo vegetale
Capacità: da verificare dalla marcatura sul bordo
Area di produzione probabile: Westerwald, Germania; attribuzione tipologica e non di manifattura
Epoca: seconda metà del XIX secolo
Datazione proposta: circa 1870–1890, probabilmente intorno al 1880
Marchio di fabbrica: non rilevato
Produttore: non identificato
Uso originario: boccale da birra funzionale, arricchito da decorazione venatoria
Peculiarità: contrasto fra il gres monocromo a rilievo e il vivace paesaggio policromo del coperchio
Rarità: tipologia non rara; configurazione con inserto in porcellana e poggiadito elaborato più interessante e meno ordinaria
Stato: coperchio e inserto presenti; normali tracce del tempo
Il coperchio merita particolare attenzione nella catalogazione: inserti in vetro o ceramica montati entro una cornice di peltro erano già utilizzati nell'Ottocento, mentre tra circa 1875 e 1895 divennero comuni sui boccali in gres anche coperchi e poggiadito più elaborati. 

DP0019 – Il boccale della caccia nel bosco
Tipologia: Gepresste-Kännchen, tradizionalmente “Regensburg/Ratisbona”
Tema: scena di caccia nel bosco
Materiale: gres chiaro ad alta cottura
Tecnica: decorazione figurata ottenuta mediante stampo
Decorazione: paesaggio boschivo con alberi e conifere, figure umane e animali legati a una scena venatoria
Colore: monocromo, nella tonalità naturale chiara del gres
Capacità: ½ litro
Marcatura: “½ L.” con linea di capacità presso il bordo superiore
Coperchio: assente
Area di produzione probabile: Westerwald, Germania
Epoca: seconda metà del XIX secolo
Datazione proposta: circa 1870–1890, probabilmente intorno al 1880
Marchio di fabbrica: non rilevato
Produttore: non identificato
Uso originario: servizio e consumo della birra; la marcatura da ½ litro ne conferma la funzione pratica
Peculiarità: scena venatoria sviluppata come piccolo paesaggio continuo in rilievo
Rarità: tipologia relativamente diffusa; interesse soprattutto iconografico e documentario
Stato: privo di coperchio; non possiamo stabilire dalle sole fotografie se ne fosse originariamente provvisto
È forse il più “didattico” dei tre: la marcatura da ½ L. ricorda che questi recipienti, nonostante l'aspetto oggi antiquariale, erano veri boccali da utilizzare. La produzione a stampo consentiva di ripetere scene anche piuttosto elaborate su numerosi esemplari. La letteratura specialistica registra oltre settanta scene differenti per questa famiglia di Gepresste-Kännchen. 

DP0020 – Il boccale con l'aquila sul coperchio
Tipologia: Gepresste-Kännchen, tradizionalmente “Regensburg/Ratisbona”
Tema: venatorio (Jagdkrug)
Materiale del corpo: gres chiaro ad alta cottura
Tecnica: corpo formato a stampo, con decorazione figurata in rilievo
Decorazione: scena boschiva con conifere, vegetazione e figura di cacciatore
Coperchio: metallo, probabilmente peltro/lega di stagno, di forma relativamente semplice e piatta
Poggiadito: figurato, apparentemente a forma di aquila in volo
Manico: robusto, curvilineo, con montatura metallica del coperchio
Area di produzione probabile: Westerwald, Germania
Epoca: seconda metà del XIX secolo
Datazione proposta: circa 1875–1890, probabilmente intorno al 1880
Marchio di fabbrica: non rilevato
Produttore: non identificato
Uso originario: boccale da birra con coperchio azionato mediante il pollice
Peculiarità: poggiadito figurato coerente con il tema venatorio del corpo
Rarità: il boccale appartiene a una famiglia non rara; il coperchio completo con poggiadito figurato lo rende però decisamente più caratteristico
Stato: coperchio e meccanismo conservati; normali segni d'età.



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