Un antico boccale da birra ottocentesco in vetro molato, con coperchio in peltro e medaglione in porcellana raffigurante San Giovanni Evangelista, testimonianza dell’incontro tra devozione e convivialità nell’Europa dell’Ottocento
A prima vista potrebbe sembrare uno dei più semplici della collezione: vetro trasparente, forma cilindrica, coperchio metallico. Poi basta guardarlo dall’alto e il boccale cambia completamente carattere.
Nel coperchio compare infatti un giovane santo, con aureola, lunghi capelli e un libro aperto. È San Giovanni Evangelista, rappresentato secondo un’iconografia devozionale ottocentesca. Ed è proprio questa immagine, apparentemente così lontana dal mondo della birra, a rendere il boccale particolarmente curioso.
Il boccale è realizzato in vetro trasparente piuttosto spesso, con fondo massiccio. Nella parte inferiore si sviluppa una decorazione vegetale ottenuta mediante molatura e incisione del vetro, con foglie e lunghi tagli obliqui che sfruttano la rifrazione della luce. Non sembra quindi il semplice vetro stampato di un boccale economico moderno.
La lavorazione del vetro mediante taglio, molatura e incisione fu molto diffusa nella produzione di boccali tedeschi e centroeuropei dell'Ottocento. I boccali in vetro potevano essere soffiati, stampati e successivamente rifiniti; taglio, incisione e molatura erano utilizzati per ottenere motivi geometrici e vegetali. Nel nostro esemplare la decorazione è concentrata soprattutto nella metà inferiore, lasciando invece una vasta superficie trasparente. È una scelta che rende il boccale relativamente sobrio e lascia protagonista il coperchio.
Il coperchio è costituito da una montatura metallica, con ogni probabilità in peltro o lega a base di stagno, con bordo finemente zigrinato. Il sistema è interessante perché il metallo non costituisce l'intero coperchio: forma una cornice destinata a trattenere un inserto figurato in porcellana. È una soluzione perfettamente coerente con i boccali tedeschi dell'Ottocento. Intorno alla metà del secolo si diffusero proprio coperchi costituiti da un anello relativamente sottile di peltro nel quale veniva inserito un disco di vetro o ceramica. La Beer Stein Library colloca questo tipo di montatura già intorno al 1850, e gli esemplari in vetro con inserto dipinto in porcellana sono considerati una tipologia caratteristica dei boccali antichi.
Anche il poggiadito è essenziale: termina con una sfera, senza le elaborate figure che troveremo frequentemente nei boccali della fine dell'Ottocento. Questo particolare, insieme alla montatura relativamente contenuta, mi fa propendere per una datazione non troppo tarda.
L'immagine mostra un santo molto giovane, quasi imberbe, con lunghi capelli, aureola e una veste verde coperta da un grande mantello rosso. Accanto compare un libro, attributo fondamentale. L'identificazione più convincente è San Giovanni Evangelista. Giovanni viene tradizionalmente rappresentato come il più giovane degli apostoli e il libro rimanda direttamente al Vangelo di Giovanni. Ma c'è un particolare ancora più interessante: nell'iconografia tradizionale di San Giovanni compare spesso anche un calice. Il riferimento nasce dalla leggenda secondo la quale Giovanni sarebbe sopravvissuto a una coppa di vino avvelenato. Da questa tradizione deriva anche la Johannesminne, l'antica usanza germanica del vino benedetto in onore di San Giovanni, bevuto nel giorno della sua festa. Ed ecco che la presenza di Giovanni su un recipiente destinato al bere diventa molto meno strana di quanto sembrasse.
Non possiamo affermare che questo boccale sia stato realizzato specificamente per la Johannesminne: non vediamo un'iscrizione che lo dimostri. Ma l'associazione simbolica fra San Giovanni, la coppa e il bere rituale rende la scelta del santo particolarmente appropriata. Inoltre, non è da escludere che il proprietario originario si chiamasse proprio Johann, Johannes oppure Hans.
In questo caso San Giovanni avrebbe funzionato come santo patrono personale e il boccale avrebbe potuto essere un regalo destinato a quell'uomo. È un'ipotesi, naturalmente, non una certezza: senza dedica o nome non possiamo dimostrarla.
La storia delle montature in peltro mostra che tra 1825 e 1875 il vetro divenne uno dei materiali dominanti per i boccali tedeschi. Verso il 1850 erano già comuni coperchi formati da un anello di peltro contenente un inserto in vetro o ceramica; nella seconda metà del secolo continuarono a essere prodotti boccali in vetro inciso, molato e decorato. Esiste inoltre un confronto particolarmente utile: Stein Collectors International mostra un boccale in vetro trasparente datato circa 1865, soffiato con manico applicato, decorato mediante taglio e dotato proprio di inserto in porcellana dipinta montato nel peltro. Pertanto, verrebbe da dire circa 1850-1875, probabilmente terzo quarto dell'Ottocento. Come area culturale e commerciale, la Germania meridionale e più in generale l'Europa centrale germanofona sono le ipotesi più convincenti. Il vetro, però, è molto più difficile da attribuire rispetto al gres marchiato.
È importante ricordare che corpo e montatura potevano avere origini diverse: esistono documentati persino vetri prodotti in un paese e successivamente portati in Germania per ricevere coperchi e montature secondo il gusto locale. Per questo nel catalogo non scriverei «prodotto in Germania» come certezza. Scriverei invece: Area di provenienza probabile: area tedesca/centroeuropea.
Questo boccale non cerca di impressionare con grandi rilievi o un enorme coperchio figurato. C'è il vetro spesso, c'è la lavorazione incisa/molata, c'è la montatura metallica realizzata appositamente per adattarsi all'imboccatura, c'è la cerniera, il poggiadito sferico e infine il piccolo disco figurato. L'immagine di San Giovanni sembra ottenuta con una tecnica di decorazione policroma su porcellana, probabilmente mediante stampa/trasferimento con eventuali interventi pittorici e successiva cottura. Dalla fotografia non direi invece che sia interamente dipinta a mano: per stabilirlo servirebbe osservare il medaglione molto da vicino. Questa distinzione è importante perché nell'Ottocento la decorazione a trasferimento permetteva di riprodurre immagini estremamente raffinate mantenendo costi accessibili. E quando il boccale era appoggiato sul tavolo, il santo rimaneva visibile dall'alto. Quando veniva portato alla bocca, quel piccolo ritratto sacro accompagnava letteralmente il gesto del bere. Proprio questa sovrapposizione fra devozione privata e convivialità racconta un mondo nel quale un boccale da birra poteva essere molto più di un recipiente: poteva parlare anche della persona che lo possedeva.
Scheda DP-0010
Tipologia: boccale da birra in vetro con coperchio figurato
Materiale del corpo: vetro trasparente spesso
Lavorazione: decorazione vegetale mediante molatura/incisione
Coperchio: metallo, probabilmente peltro o lega a base di stagno
Inserto: porcellana policroma
Soggetto: San Giovanni Evangelista
Attributi: aureola e libro
Poggiadito: semplice elemento sferico
Epoca proposta: circa 1850–1875
Provenienza probabile: area tedesca o centroeuropea germanofona
Produzione: manifattura seriale con lavorazioni e assemblaggio specialistici
Funzione: boccale da birra; possibile oggetto personale/devozionale o da dono
Significato del santo: possibile riferimento al nome del proprietario e, più suggestivamente, alla tradizione di San Giovanni legata alla coppa e al bere rituale
Produttore: non identificato
Dimensioni: altezza: 13 centimetri, diametro alla base: 9 centimetri
Numero di collezione: DP-0010


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