Tre tazze da birra: dalla pinta inglese alla porcellana francese - DP0021 - DP0022 - DP0023

Una pinta inglese in peltro, un enigmatico boccale araldico e una raffinata porcellana T&V di Limoges decorata con luppolo


Ci sono gruppi di oggetti che acquistano più significato quando vengono osservati insieme. È il caso di DP-0021, DP-0022 e DP-0023: tre boccali molto diversi per materiale, provenienza e concezione, ma accomunati dalla stessa funzione originaria, quella del bere.
Il primo ci porta direttamente nel mondo delle taverne e dei pub britannici, dove il boccale era anche uno strumento di misura. Il secondo è più enigmatico: scuro, massiccio, decorato da una grande placca araldica che ancora non ha rivelato la propria identità. Il terzo cambia completamente atmosfera e ci conduce in Francia, nella tradizione della porcellana di Limoges, trasformando il luppolo in un'elegante decorazione.

Insieme raccontano bene quanto il boccale da birra potesse essere, tra Ottocento e primo Novecento, un oggetto funzionale, un segno di appartenenza oppure un raffinato oggetto da tavola.

DP-0021 – Una pinta al bancone del pub

DP-0021 è probabilmente il più semplice dei tre, ma proprio questa semplicità racconta la sua storia.

È un boccale in sheffield (rame rivestito con una lamina d’argento), dalla struttura robusta, leggermente svasato e con una base fortemente modanata. Non presenta scene figurate, colori o iscrizioni celebrative. Sul davanti compare soltanto una scritta:

1 PINT

Ed è proprio questa la sua caratteristica più importante.

La pinta imperiale britannica corrisponde a circa 568 millilitri. L'Imperial Standard entrò in uso nel 1826; dal 1836 divenne obbligatoria l'indicazione della capacità sui recipienti utilizzati come misure. La presenza della scritta PINT, tuttavia, non basta da sola per stabilire una data precisa, perché anche recipienti più vecchi rimasti in servizio potevano essere marcati successivamente.

DP-0021 non era necessariamente soltanto un recipiente dal quale bere. Oggetti di questo genere potevano essere vere e proprie misure commerciali, utilizzate per garantire al cliente la quantità di birra o ale acquistata.

In Gran Bretagna le misure potevano ricevere un verification mark, apposto dopo il controllo della capacità da parte dell'autorità competente. Dal 1835 questa verifica divenne obbligatoria a livello nazionale; fino alla fine degli anni Settanta dell'Ottocento i marchi variarono notevolmente da località a località, mentre intorno al 1879 si diffuse un sistema più uniforme, generalmente costituito da corona, iniziali del sovrano e numero identificativo della località.
Sono documentati esemplari di pinta in sheffield effettivamente utilizzati nei public houses: in un caso studiato dalla Pewter Society, i punzoni hanno consentito di stabilire che il recipiente fu controllato nel Middlesex durante il regno della regina Vittoria, tra il 1879 e il 1901.

Per DP-0021 proporrei quindi, allo stato attuale, una datazione al XIX secolo, probabilmente nella seconda metà, lasciando ai punzoni il compito di restringere eventualmente la cronologia.

Scheda tecnica – DP-0021

Tipologia: tazza/misura da birra
Origine: Gran Bretagna, probabilmente Inghilterra
Materiale: Sheffield (rame rivestito con una lamina d’argento)
Capacità: 1 Imperial Pint, circa 568 ml
Peso: 440 grammi
Altezza: 12 centimetri
Iscrizione: “1 PINT”
Forma: corpo leggermente svasato, base larga e fortemente modanata
Decorazione: essenzialmente funzionale
Marchi: piccoli punzoni nella parte superiore del corpo, da identificare
Coperchio: assente
Epoca proposta: XIX secolo, probabilmente seconda metà
Uso: misura, mescita e consumo di birra o ale
Ambiente probabile: pub, taverna o esercizio commerciale
Produttore: non identificato
Rarità: tipologia relativamente diffusa; particolare interesse storico nei punzoni di verifica e nella possibilità di ricostruirne il luogo d'uso
Acquistato da un venditore milanese nel novembre del 2015.

DP-0022 – Il mistero dello stemma

È un boccale cilindrico in metallo scuro, probabilmente peltro o altra lega a prevalenza di stagno. Il corpo è scandito da fasce orizzontali e presenta una forte patina grigio-nera. Ma tutto passa in secondo piano davanti alla grande decorazione applicata sulla parete frontale: una vera composizione araldica.

La decorazione appare realizzata separatamente dal corpo e successivamente fissata al boccale mediante diversi piccoli punti di ribattitura. Al centro si distingue uno scudo ovale suddiviso in più campi, sormontato da una corona. Ai lati compaiono figure o animali che sembrano svolgere la funzione di sostenitori, mentre intorno allo scudo si sviluppa una complessa ornamentazione.

Non sembra quindi un semplice motivo decorativo: siamo di fronte a una composizione deliberatamente araldica. La Pewter Society documenta la presenza sui recipienti in peltro di numerosi ownership marks: iniziali, nomi, monogrammi e stemmi potevano indicare proprietari, esercizi commerciali o istituzioni. Inoltre una decorazione o iscrizione poteva essere aggiunta anche successivamente alla fabbricazione del recipiente.

Nelle immagini disponibili la composizione non corrisponde in maniera sufficientemente chiara alle normali Royal Arms britanniche da consentire un'attribuzione sicura. Potrebbe trattarsi di uno stemma familiare, cittadino, istituzionale, militare oppure continentale.

A differenza della pinta, infatti, non presenta una chiara indicazione di capacità britannica e nelle fotografie non è riconoscibile un classico sistema di verifica britannico. Anche l'assenza di un marchio identificabile non risolve la questione: molti oggetti britannici e irlandesi in peltro sono privi di marchio, mentre i sistemi utilizzati nell'Europa continentale possono essere differenti.

Sul fondo compare inoltre una punzonatura che sembra potersi leggere come: R660

Anche in questo caso preferisco registrare ciò che vediamo senza attribuirgli un significato non dimostrato.

Una caratteristica importante di DP-0022 è proprio la sua superficie scura. Non cercherei di riportarla al colore brillante del boccale accanto attraverso una lucidatura aggressiva. Fino a quando materiale e provenienza non saranno meglio definiti, la patina rappresenta parte della storia dell'oggetto e contribuisce alla sua leggibilità. La datazione, allo stato attuale delle ricerche, deve rimanere relativamente ampia: XIX – inizi XX secolo.

Scheda tecnica – DP-0022

Tipologia: boccale/tazza metallica con applicazione araldica
Origine: europea, non identificata
Materiale: probabilmente peltro o altra lega a prevalenza di stagno
Capacità: non determinata
Dimensioni: altezza 12 centimetri, diametro 9 centimetri
Forma: cilindrica, con fasce orizzontali modanate
Decorazione: grande placca araldica applicata frontalmente
Stemma: scudo multipartito coronato con sostenitori laterali; titolare non identificato
Tecnica: placca realizzata separatamente e fissata al corpo
Marchio sul fondo: apparentemente “R660”, significato sconosciuto
Coperchio: assente
Patina: intensa, grigio-nera
Epoca proposta: XIX – inizi XX secolo
Uso: recipiente da bevanda; possibile destinazione personale, istituzionale o commemorativa non dimostrata
Produttore: non identificato
Rarità: non determinabile finché non verrà identificato lo stemma; la grande placca araldica costituisce comunque l'elemento più particolare dell'esemplare
Acquistato da un venditore milanese alla fine di novembre 2015.


DP-0023 – Quando il luppolo arriva sulla porcellana di Limoges

Con DP-0023 cambiamo completamente atmosfera. Il grigio del peltro lascia spazio alla porcellana bianca, al verde delle foglie, al rosso vinaccia e all'oro. Il corpo è cilindrico e relativamente slanciato. Sulla superficie si sviluppano tralci con grandi foglie e soprattutto coni di luppolo, immediatamente riconoscibili. Qui il luppolo non è soltanto il richiamo alla birra: diventa un vero motivo ornamentale.

Il fondo porta un piccolo marchio verde che costituisce il dato più importante per l'identificazione: T&V – FRANCE
La sigla è riconducibile a Tressémanes & Vogt, manifattura legata alla grande produzione di porcellana di Limoges tra la fine dell'Ottocento e i primi anni del Novecento.
La distinzione fra produzione della porcellana e sua decorazione è però importante. Nel mondo di Limoges era frequente che i produttori realizzassero i cosiddetti blanks, cioè corpi di porcellana bianca successivamente decorati da atelier, rivenditori o decoratori indipendenti. Per questo il marchio di fabbrica sul fondo non permette automaticamente di attribuire anche la pittura allo stesso stabilimento.
Nel nostro caso possiamo quindi attribuire con buona sicurezza la porcellana a Tressémanes & Vogt, mantenendo invece prudenza sull'autore materiale della decorazione.

La pittura è morbida e naturalistica: i verdi cambiano intensità fra foglie e coni, mentre alcuni passaggi sembrano mostrare pennellate e sfumature manuali. Definirei quindi la decorazione probabilmente eseguita o almeno rifinita a mano, senza affermare dalle sole fotografie che ogni sua parte sia interamente dipinta a mano. Il resto del boccale è molto ricco: Il manico è rosso vinaccia con interventi dorati; una larga fascia rosa e oro circonda la parte inferiore del corpo e il piede torna nuovamente al rosso. L'effetto complessivo è quello di una porcellana elegante di gusto Belle Époque, vicina alla sensibilità floreale dell'Art Nouveau.

È difficile immaginare DP-0023 sottoposto allo stesso trattamento quotidiano di DP-0021. La porcellana fine, la pittura e soprattutto le dorature suggeriscono un oggetto destinato a un contesto più curato: uso domestico, regalo o rappresentanza sono possibilità più plausibili rispetto al servizio intensivo di una birreria. Eppure il suo legame con la birra è forse persino più evidente di quello di molti boccali decorativi tedeschi: il protagonista è proprio il luppolo, ingrediente fondamentale e simbolo immediatamente riconoscibile della cultura brassicola. Sul fondo compare anche una numerazione o annotazione in rosso, apparentemente manoscritta. Non la utilizzerei per la datazione finché non ne sarà chiarita la funzione.
Per stile e marchio collocherei prudentemente DP-0023 tra la fine dell'Ottocento e i primi anni del Novecento, indicativamente intorno al 1890–1910.

Scheda tecnica – DP-0023

Tipologia: boccale da birra in porcellana
Manifattura della porcellana: Tressémanes & Vogt (T&V)
Luogo: Limoges, Francia
Materiale: porcellana
Forma: cilindrica con piede modanato
Decorazione: tralci, foglie e coni di luppolo
Colori: bianco, verde, rosso vinaccia, rosa e oro
Tecnica decorativa: pittura probabilmente eseguita o rifinita manualmente; atelier decoratore non identificato
Manico: rosso vinaccia con dettagli dorati
Base: fascia rosa e oro e piede rosso
Marchio: verde “T&V / FRANCE”
Altri segni: annotazione/numerazione rossa sul fondo, non interpretata
Coperchio: assente; non vi sono elementi visibili che dimostrino la presenza originaria di un coperchio
Epoca proposta: circa 1890–1910
Stile: gusto floreale Belle Époque / vicino all'Art Nouveau
Tema: luppolo e cultura della birra
Uso probabile: boccale da birra di qualità, probabilmente domestico, da regalo o rappresentanza
Produttore: Tressémanes & Vogt per il corpo in porcellana; decoratore non identificato.


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