Un grande boccale da birra in peltro puro, alto 18 centimetri, con coperchio a cerniera e un curioso marchio ancora da identificare
Ci sono boccali che raccontano immediatamente da dove vengono. Basta leggere un nome, riconoscere uno stemma o osservare una decorazione per cominciare a ricostruirne la storia. E poi ce ne sono altri, apparentemente molto più semplici, che oppongono una certa resistenza. Questo boccale appartiene decisamente alla seconda categoria. A prima vista è quasi austero. Non ci sono scene di bevute, soldati, cacciatori, paesaggi, iscrizioni augurali o colori. C'è soltanto il metallo: una superficie scura e opaca, segnata dall'uso e dal tempo, interrotta da poche modanature orizzontali.
Il boccale è interamente realizzato in peltro e misura circa 18 centimetri di altezza, con una base di 8 centimetri di diametro. Il corpo è alto e pressoché cilindrico, leggermente articolato nella parte superiore e inferiore da una successione di fasce e anelli concentrici. Anche il coperchio è molto semplice. Ha una forma fortemente bombata, quasi a cupola, conclusa lungo il bordo da alcune modanature concentriche. È collegato all'ansa mediante una cerniera e può essere sollevato con il pollice grazie a un lungo poggiadito ricurvo verso l'alto.
È il classico principio dei boccali con coperchio: si afferra il recipiente con una mano e, senza abbandonare l'impugnatura, il pollice aziona la leva e solleva il coperchio. In questo esemplare il poggiadito è particolarmente lungo e appuntito e contribuisce parecchio alla silhouette dell'oggetto. Anche l'ansa è interessante: sottile rispetto alle dimensioni del corpo, descrive una grande curva e termina inferiormente con una piccola appendice. L'interno non presenta rivestimenti o materiali differenti. È peltro anche qui, con evidenti tracce concentriche della lavorazione. Non troviamo dunque un corpo in ceramica al quale sia stato successivamente applicato un coperchio metallico, come accade nella maggior parte degli altri boccali della collezione. Qui il peltro è protagonista dell'intero oggetto.
La superficie esterna ha assunto nel tempo una bella tonalità grigio scuro, con sfumature che nelle fotografie arrivano quasi al bruno. Non è una decorazione artificiale, ma l'aspetto che il metallo ha acquisito con l'ossidazione superficiale e l'uso.
Sul fondo compare innanzitutto un piccolo punzone rettangolare, perfettamente leggibile:
“PELTRO PURO”
L'indicazione è importante, anche se va interpretata correttamente. Il peltro non è infatti un elemento chimico puro, ma una lega metallica nella quale lo stagno costituisce il componente principale. L'espressione commerciale “peltro puro” è stata utilizzata per distinguere leghe di buona qualità da composizioni meno pregiate e non significa naturalmente che ci troviamo davanti a un oggetto d'argento. Accanto alla scritta compare però un secondo marchio, assai più affascinante. È uno stemma suddiviso in più campi, circondato da elementi ornamentali e sormontato da una sorta di motivo a corona o cimiero. Alcune lettere sono ancora ben visibili, altre molto meno. Potrebbe trattarsi di un marchio nel quale la natura del materiale viene indicata sia in italiano, con “PELTRO PURO”, sia attraverso il termine inglese pewter. È una possibilità interessante soprattutto per un oggetto destinato a una produzione commerciale e potenzialmente anche all'esportazione. Resta però un problema: non sono riuscito finora a identificare con certezza il fabbricante attraverso questo stemma.
La forma del boccale è antica e deriva da modelli utilizzati per secoli nell'Europa centrale e settentrionale. Un corpo cilindrico di peltro con coperchio incernierato potrebbe facilmente evocare recipienti del Settecento o dell'Ottocento, ma forme tradizionali di questo genere sono state riprodotte molto a lungo. In questo caso non vedo elementi sufficienti per proporre un'origine tanto antica. La regolarità del corpo, il tipo di lavorazione, l'aspetto della montatura e soprattutto la marcatura “PELTRO PURO” mi fanno pensare più facilmente a una produzione italiana del Novecento, probabilmente della seconda metà del secolo. Potrebbe quindi essere uno di quei numerosi oggetti in peltro prodotti in Italia tra gli anni Sessanta e gli anni Ottanta recuperando forme storiche europee. È però una datazione proposta sulla base della tipologia e non una certezza documentaria: l'identificazione del marchio potrebbe modificarla o restringerla considerevolmente.
Scheda del boccale DP0012
Tipologia: boccale da birra con coperchio
Capacità: da determinare
Materiale: peltro
Coperchio: peltro, bombato e incernierato
Decorazione: corpo liscio con modanature concentriche
Iscrizione: “PELTRO PURO” sul fondo
Marchio: stemma con lettere e dicitura apparentemente leggibile “PEWT…”, manifattura da identificare
Tecnica: lavorazione del peltro, corpo e coperchio interamente metallici
Provenienza: probabilmente Italia, da confermare
Epoca proposta: seconda metà del XX secolo, da confermare
Stile: storicista/tradizionale, ispirato ai classici boccali europei in peltro
Rarità: tipologia non particolarmente rara; da verificare la rarità dello specifico marchio
Stato: buono, con graffi, normali tracce d'uso e patina superficiale
Dimensioni: 18 centimetri (altezza), 8 centimetri (diametro alla base)


Commenti
Posta un commento